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Pugni spettacolari a Cinisello. presenti Zanon, la Bianchini e Bonaria Loi PDF Stampa

Palazzetto dello Sport “Salvador Allende” di Cinisello Balsamo, a Nord della cintura milanese. La “Rocky Marciano” allestisce un pomeriggio di boxe in maglietta. Promotore il solito infaticabile maestro Biagio Pierri, bene coadiuvato da alcuni consiglieri. L’onore e l’onere di tanta fatica è premiato dalla presenza di un pubblico più numeroso del previsto.

Fotocronache Omega - Da sin. gli arbitri, Stefania Banchini, Matteo Salvemini, Bonaria Loi, Lorenzo Zanon e l'assessore allo sport di Cinisello Balsamo 

A fare da richiamo, oltre ai pugili che si sono dimostrati all’altezza della situazione, un bordo ring decisamente stuzzicante. Da Stefania Bianchini ex campionessa d’Europa e del mondo, ancora in attività, a Lorenzo Zanon - residente da alcuni anni in Brasile, tornato momentaneamente in Italia - re continentale dei massimi e sfidante al mondiale nel 1980, contro l’allora imbattibile Larry Holmes sul magico ring di Las Vegas e un altro ex europeo nei medi, il mancino Matteo Salvemini, oggi maestro nel gym di Bollate. A completamento la signora Bonaria Loi, figlia dell’indimenticabile supercampione Duilio Loi, entrata a far parte dei quadri della Rocky Marciano. A completare il quadro, la presenza di Vito Liverani, titolare della Fotocronache Omega, un maestro della fotografia, memoria storica del boxing mondiale, venuto a salutare i vecchi amici e fissare nell’obbiettivo anche questo momento. Un parterre nobilissimo molto apprezzato dal pubblico. Che non ha lesinato incoraggiamenti e applausi ai ragazzi saliti sul ring. Prima degli incontri veri, molto apprezzata l’esibizione del baby Roberto Giorgini, 10 anni, (nella foto impegnato dal maestro) della Solaro Boxe che lascia intravvedere qualità in prospettiva.

L’avvio spetta ai superleggeri Andrea Terranova (Rocky Marciano) e Luca Cavarretta (Rozzano). Inizia meglio il ragazzo di casa, che fa leva sul maggiore allungo. Così per due riprese, poi il rozzanese aumenta il ritmo e recupera il divario. Terranova appare stanco e fermo sulle gambe. Il quarto e ultimo round non cambia l’andamento che finisce il parità.

Il pugile allenato da Pierri ha 17 anni, risiede a Solaro, studente all’Istituto Tecnico. Al secondo incontro, legge bene l’andamento del confronto: “Ho commesso molti errori ma ho fatto anche importante esperienza. In allenamento esegui tutto alla perfezione, in combattimento è diverso, meno facile. C’è la tensione che ti condiziona. Sono deciso ad andare avanti, perché questo sport ti insegna moltissimo, non solo sul ring”.

Nei superwelter Andrea Vasopollo (Boxe Bollate) la spunta con Pasquale Totano (Master Boxe) dopo un incontro tiratissimo, ricco di scambi alterni. Due ragazzi battaglieri, meritevoli di essere rivisti, magari per una rivincita. Il vincitore Vasopollo ha 20 anni, è perito informatico, risiede a Cormano (Mi) e con questo successo, ha portato a 3 le vittorie contro due sconfitte. “Provengo dalla kick, ma ho trovato il pugilato decisamente più completo e formativo. Sono deciso a proseguire e salire nei valori nazionali. Conta molto combattere, anche perché la palestra ti forma, ma solo gli incontri ti fanno migliorare”.

La squalifica è sempre un verdetto che lascia l’amaro in bocca. Così deve essere stato per Dobromir Naydenov (Rozzano) che fino a quel momento era perfettamente in linea con l’altrettanto battagliero Denis Di Bella (Boxe Bollate), che ha ottenuto il verdetto un po’ a sorpresa. La decisione al quarto tempo: due richiami veloci per testa bassa, forse un po’ esagerati. Non sembrava così colpevole il ragazzo di Rozzano, anche perché la situazione era assai equilibrata. Di Bella, pur contato in un paio di occasioni aveva sempre replicato al forte rivale, bene attrezzato fisicamente, più pungente e preciso. Ripetiamo, non entriamo nel merito tecnico, ma Naydenov merita la rivincita al più presto.

Un pari che accontenta tutti tra i superwelter Gianni Matera (Rocky Marciano) e Gabriele Pizzulo (New Boxe), che non si sono risparmiati, con alterni vantaggi. Matera longilineo dotato di buona velocità, di fronte al più basso Pizzulo che cercava la corta distanza per scaricare bordate niente male, non sempre ha sfruttato l’allungo superiore. Dotati di carattere battagliero, si sono esibiti in scambi serrati che non hanno sancito una superiorità netta. Giusto il pari.

Quella di Gianni Matera è una bella storia, che avevamo abbozzato tempo addietro quando il giovanotto, perito informatico (32 anni) stava preparando il rientro dopo 5 anni di stop, dovuto agli impegni di lavoro: “Praticamente il secondo debutto da pugile. Ho sentito tutta la tensione e mi è costata dispendio di energie nervose notevoli. Avevo iniziato a 23 anni, dopo lunga milizia nel calcio. Mi è sempre piaciuto il confronto diretto, la boxe è sport individuale stupendo, ti fa capire quanto vali, insegna rispetto e lealtà. Nel calcio ci sono troppi furbi. Nel pugilato quando Sali sul ring non puoi bluffare. Molto bello”.

Prosegue: “Anche se non sono giovanissimo intendo andare avanti per togliermi qualche soddisfazione a livello nazionale. Almeno ci provo. Faccio i complimenti al mio avversario, tosto e mai domo. Mi ha impegnato parecchio e mi ha fatto capire dove debbo migliorare”.

Quando sono sul ring i massimi, lo spettacolo è sicuro. Non sono venuti meno Bax Celestino (Boxe Bollate) e Marco Necchi (Boxe Garbagnate), non più giovanissimi ma alle prime armi nel pugilato, hanno mostrato carattere e pugni pesanti. Ha vinto su decisione del medico il pugile di Garbagnate, dimostratosi più solido e un pizzico di potenza nei guantoni. Non è stato da meno il suo avversario, che pur contato (protezione) due volte ha sempre replicato con coraggio.

Una forte epistassi consigliava lo stop al terzo round, con Necchi in leggero vantaggio. Applausi per entrambi, con la moglie di Bax in prima fila a fare il tifo. Entrambi erano al debutto con la boxe. L’allievo di Salvemini aveva alle spalle anni di arti marziali, mentre il trentenne Necchi aveva fatto esperienze multiple, dalla bici al rugby, in particolare quest’ultimo sport fino a poco tempo addietro.

Necchi arriva dalla sala…operatoria. Medico, specialista in chirurgia toracica, ha portato in tribuna un buon numero di colleghi a fare il tifo: “Non so se per vedermi vincere o viceversa. Comunque è stata una grande emozione. Dopo aver lasciato il rugby, per qualche incidente di troppo e la consapevolezza che col 46 di piede non tiri troppo bene, sono andato alla Boxe Garbagnate dove insegna Davide Palumbo, uno che chiede molto ma ottiene anche tanto. Non è stato facile cambiare, anche se entrambe sono discipline di contatto, la differenza è abissale. La boxe è difficile ma esaltante. Vincere, una sensazione bellissima. Mica facile spuntarla, l’avversario replicava e aveva le mani pesanti”.

Esperienza utile, ma fine a se stessa? “Perché mai. Non dico di avere traguardi ambiziosi, ma qualche altro incontro voglio farlo. Magari arrivando ai campionati italiani universitari, che sono una bella iniziativa. Mi alleno cinque volte la settimana, quindi molto impegnativo, sarebbe sciocco non finalizzare tanta fatica”.

Solo gli amici a incoraggiarlo?

“Anche Federica, la fidanzata che ho conosciuto quando già frequentavo la palestra. Fa l’insegnante ed è molto intelligente. Infatti non mi ha detto, ‘la boxe o io’, evitando così una rottura immediata". Per la cronaca ha vinto anche la coppa come terzo miglior pugile della riunione.

Niente male come inizio. Il più bravo è stato giudicato Giuseppe Fiorino (Garbagnate) welter di 23 anni, residente a Cesate, buone basi tecniche e discreta potenza. Fisicamente molto forte, sta sicuramente crescendo, come ha dimostrato battendo il non certo modesto Antonio Zona della Pro Evolution di Biassono (Mi), forse penalizzato dal doppio richiamo dell’arbitro per colpi non ortodossi, in realtà portati in modo corretto come visto da bordo ring. Hanno disputato il confronto più spettacolare della riunione e sono stati anche premiati come i due migliori in assoluto.

Fiorino ha portato a nove le vittorie contro 3 pari e altrettante sconfitte. Fa il carpentiere, ma al momento è senza occupazione: “Scaduto il contratto a termine sono rimasto a casa, Non è molto allegro. Per fortuna la boxe mi da qualche soddisfazione. Sono orgoglioso di allenarmi a Garbagnate dove c’è spirito di solidarietà, un gruppo davvero omogeneo, col maestro Palumbo e il suo aiutante Alberto che ci guidano in modo esemplare. Andare in palestra è la più bella soddisfazione della giornata. E non si tratta di quattro gatti. Fanno attività vera almeno 15 ragazzi e tanti altri arrivano e puntano al combattimento. Spero di passare presto 2° serie e puntare ai campionati nazionali. Il mio sogno è passare professionista”.

In casa che dicono? “Mamma, che ha fatto judo da giovane, è contenta. Un po’ meno mio padre, che preferisce il calcio. Basta non farci caso, anche se certe scene sui campi sono molto più violente della boxe”.

Un po’ abbacchiato Antonio Zona (20 anni), che evidentemente soffre la boxe di Antonio, essendo questa la seconda sconfitta. “Lui è bravo, ma sono io ad aver perduto. Se al 19° incontro, soffro la tensione come al debutto, salendo sul ring scarico, qualcosa debbo cambiare. Poi mi sveglio all’ultimo, troppo tardi. Max Ricucci, il mio maestro dice cose perfette, condivise. Sono io che non le realizzo. In palestra eseguo tutto bene, poi dimentico la promesse e finisco per perdere questi confronti importanti. Non mi arrendo anche se sono deluso con me stesso. Il traguardo è il professionismo, ma la strada è decisamente lunga”.

Alla fine, oltre alla richiesta di foto con Zanon ci sono state domande di autografi. Il gigante lombardo, ci raccontava che nella sua fazenda, anche se non si spreca di lavoro, nell’ampio garage c’è appeso un sacco: “Ogni tanto mi diverto a tirare qualche colpo. Qui la boxe non è popolare come nel Sud del Brasile, ma non è da escludere che fra qualche tempo apra un piccolo centro per sport da combattimento. Vedremo. Resto ancora qualche settimana in Italia, verrò a vedere Italia-Russia a Milano il 3 aprile e avrò modo di salutare Cammarelle, Russo e tutti gli azzurri. Ma in particolare mi farà piacere incontrare Francesco Damiani un grande amico e ottimo tecnico”.


| Giuliano Orlando | Monday 23 March 2009 |


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