| Danny Williams batte Matt Skelton |
 Sabato sera, sul ring della ExCeL Arena di Londra, Danny Williams (35-4, 28 ko) ha messo fine all’imbattibilità di Matt Skelton (18-1, 17 ko), imponendosi ai punti dopo dodici riprese combattute e dimostrando in maniera chiara di essere il numero uno dei pesi massimi di Gran Bretagna. Articolo di Enrico Crociati
Il match molto atteso ha ribadito per la millesima volta che la via maestra per portare il pugilato alla popolarità e nelle case della gente è quello di dare i match che la gente vuole, la Sports Network di Frank Warren si è garantita un colossale palazzo dello sport gremito, tifo incendiario e una diretta televisiva di ben quasi tre ore. Williams ha combattuto con grande intelligenza, calma e raziocinio, non si è fatto trascinare nella bagarre che Skelton cercava, si è sempre fatto trovare pronto in difesa ed i colpi più puliti del match sono stati suoi.
 Chi è riuscito a vedere il match con occhi distaccati ha sicuramente apprezzato la voglia di Williams di combattere pulito, Skelton è stato molte volte richiamato (ma mai ammonito) da Terry O’Connor per l’uso della testa e per la sua abitudine di colpire in modo non troppo “clean”, l’ex fighter K1 si è lanciato in assalti furibondi cercando di scardinare la difesa di Danny, ma guardando con occhio attento appariva chiaro che neanche la metà dei colpi di Skelton andavano a segno. 
Il verdetto dei tre giudici si è fatto attendere, ma la vittoria anche se con una ‘split decision’ era giusto e meritato, due giudici per Williams, 115-114 e 116-113, uno per Skelton 115-114. Chi Vi scrive aveva due punti per Danny Williams, che non sarà un campione, ma merita un’altra possibilità iridata, ha costruito e migliorato il suo pugilato prendendo anche sonore lezioni, ha saputo conquistare il pubblico British fino a poco tempo fa molto freddo con Lui. Con il match di ieri sera Williams ha confermato la supremazia britannica e ha conservato la cintura del Commonwealth.
L’anticipo e le luci televisive prima della sfida dei massimi sono state riservate al prodigio Amir Khan (6-0, 5 ko) che ha portato a termine brillantemente la sesta fatica da professionista, annichilendo e travolgendo Jackson Williams (12-4) discreto fighter di Norwich, che al cospetto di questo "Wonder Boy" non è letteralmente esistito. Colpito da ogni parte, superato in velocità almeno di due marce e incapace di mettere a segno un solo colpo, è stato salvato dal supplizio dall’ottimo arbitro Dave Parris, che anche se Jackson non è mai andato al tappeto, ha sospeso il match nel terzo round. Troppa la disparità fra i due contender, se esistesse si potrebbe definire una sospensione per manifesta inferiorità.

Nella solita colossale riunione, otto incontri, altri due titoli minori, l’iraniano di Margate, Takaloo (24-5, 17 ko) ha conquistato il titolo vacante WBU dei welter battendo nettamente ai punti, 100-90 per tutti e tre i giudici, il turco-tedesco Turgay Uzun (20-6-2, 12 ko) in realtà mai in grado di impensierire il fighter persiano, sceso di categoria per dare una svolta alla sua carriera, dopo lo stop durissimo subito contro Wayne Alexander.
Anche Kevin Mitchell (18-0, 12 ko) ha conservato senza molta fatica il suo titolo intercontinentale IBF dei leggeri junior, battendo ai punti l’ex euro contender Youssef Djibaba (14-9-2, 2 ko), accontentandosi di una larga vittoria ai punti, dopo aver verificato che il francese difficilmente avrebbe accettato la battaglia a viso aperto.
Articolo di Enrico Crociati
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